Paderno d’Adda, 5 aprile 2026 – Occhio al ponte di Paderno. È nata la rete Occhio al ponte. Ne fanno parte privati cittadini, imprenditori, volontari, attivisti e amministratori locali che vogliono salvaguardare lo storico ponte San Michele tra Paderno d’Adda e Calusco, destinato al pensionamento entro il 2030 perché non reggerebbe più il passaggio e il peso di auto e treni, ma anche l’ambiente, il paesaggio e la qualità della vita nei paesi della zona, fortemente a rischio per la costruzione di un nuovo ponte a doppia corsia e doppio binario.
“L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e premere i politici provinciali, regionali e nazionali affinché il territorio venga ascoltato e coinvolto, a partire dai sindaci dei comuni più toccati dal progetto, nelle decisioni riguardanti la costruzione di un nuovo ponte a scavalco del fiume Adda”, spiegano Chiara Bonfanti e Giorgio Mazzola, referenti della rete, promossa dai componenti delle Consulte Territorio e Ambiente di Paderno, Imbersago, Robbiate e Verderio. Sindaci e abitanti del Meratese, ma anche del Vimercatese e di parte dell’Isola Bergamasca, hanno bocciato la proposta di un nuovo ponte in affiancamento al San Michele, perché comporterà un aumento del traffico del 90% in tutta l’area, espropri, abbattimenti di case e attività commerciali, il passaggio di treni anche di notte, l’esclusione dello storico viadotto dalla lista dei siti Unesco, il deturpamento della Valle dell’Adda.
Le preoccupazioni
“Vogliamo un ponte sostenibile per il territorio che lo accoglie, che rispetti l’ambiente e le necessità di chi qui vive e di chi lo attraversa – insistono i componenti della rete Occhio al ponte -. Chiediamo che lo storico ponte San Michele non venga offuscato e che il nuovo ponte non comprometta irrimediabilmente la bellezza del paesaggio, la qualità della vita e della salute dei cittadini, oggi e per le generazioni future”.
Diverse appunto le preoccupazioni per il progetto del nuovo ponte. “Emergono incrementi rilevanti dei flussi veicolari e un aumento della congestione sulle reti locali, anche in conseguenza dell’apertura del nuovo attraversamento al transito dei mezzi pesanti, oggi interdetto sul San Michele, con impatti diretti sulla qualità della vita, sull’inquinamento atmosferico e acustico e sulla sicurezza nei centri abitati – illustrano da Occhio al ponte – Ulteriori criticità riguardano il previsto incremento del traffico ferroviario, in particolare merci, attualmente assente, anche in orario notturno, con un ulteriore aggravio degli impatti acustici e ambientali. A ciò si aggiungono le incertezze relative alla futura gestione e manutenzione del San Michele”